Il segreto custodito nel legno: così Mario Fabbri fa rivivere l’urlo di Paolo Rossi
22 Agosto 2026
L'incredibile storia dell'artista di Tarquinia, lo scultore autodidatta che fa "danzare" il legno. Dall'esordio con Bebe Vio al Filadelfia, fino all'atteso omaggio a settembre per la moglie di "Pablito" a Montevarchi e al nuovo trionfo per la stella della ginnastica Manila Esposito
Ci sono artisti che copiano la realtà e altri, più rari, che riescono a liberare l'anima racchiusa nella materia. Mario Fabbri, lo scultore autodidatta di Tarquinia che ha conquistato l’Italia con il marchio MF Sculture, appartiene a questa seconda categoria. La sua è una storia di pura vocazione: partito da adolescente con un semplice coltellino multiuso, oggi è l'uomo capace di far "danzare" il legno, trasformando le venature e i nodi della paulownia o del tiglio in istanti di epica sportiva.
Il suo prossimo capolavoro, tuttavia, porta con sé un carico emotivo senza precedenti. Il 6 settembre 2026, sul campo di Montevarchi, l'artista consegnerà a Federica Cappelletti (moglie dell'indimenticato Pablito e presidente della federazione calcio femminile della Divisione Serie A Femminile Professionistica) un'opera rimasta segreta e bloccata per sei lunghi anni.
Un'opera nata dal dolore e bloccata dal destino
Il legame tra l'arte di Fabbri e il mito di Paolo Rossi nasce da un impulso irrefrenabile. Subito dopo la dolorosa scomparsa del bomber nel 2020, lo scultore si chiude nel suo laboratorio. Scolpisce di getto, guidato dall'emozione del momento. Nasce così "Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo", un prezioso bassorilievo in legno di tiglio (35x25 cm) che immortala l'eroe del Mundial '82 nella sua esultanza più iconica.
L'intenzione iniziale era quella di donarlo subito alla famiglia e l'occasione ideale sembrava essere un evento commemorativo dei mondiali dell'82, ma l'avvento del Covid-19 ha congelato bruscamente ogni piano. Per anni, quel pezzo di storia d'Italia è rimasto custodito nel silenzio della bottega artigiana di Tarquinia, protetto come un segreto prezioso.
L'intuizione di Jacobelli e il cerchio che si chiude
A cambiare il destino della scultura è stato un incontro avvenuto lo scorso maggio a Roma, durante gli Internazionali d'Italia di tennis, quando lo scultore ha premiato il tennista Lorenzo Sonego. Fabbri - reduce da tanti successi, tra i quali il suo bassorilievo per il Grande Torino esposto permanentemente al Filadelfia -, è tornato a parlare dell'opera dedicata a Paolo Rossi con Xavier Jacobelli di TuttoSport.
Il celebre giornalista ha intuito immediatamente il valore di quel tributo e ha suggerito a Fabbri la cornice perfetta: il prestigioso Memorial Paolo Rossi che si chiuderà a Montevarchi. Lì, direttamente sul campo e davanti a 24 squadre giovanili provenienti da tutto il mondo, l'ennesimo sogno dello scultore, etrusco d'adozione, diventerà finalmente realtà.






Fonte: https://www.civonline.it